Il contesto storico-artistico in cui è nata Fusina e l’arco di Carlo Bonato, divenuto presto logo aziendale, in una mostra a Bassano del Grappa fino al 21 agosto

L'arco in plexiglas di Carlo Bonato in mostra a Bassano

Un’occasione per riscoprire le radici artistiche del territorio, e un piacevole ritorno alle origini per Fusina: tutto questo e molto di più è la mostra 1946 – 1975: alle radici dell’innovazione, organizzata dall’associazione Lampi Creativi di Bassano del Grappa, visitabile al Museo civico fino al 21 agosto 2016.
La retrospettiva curata da Elena Agosti, Marco Maria Polloniato e Fabiola Scremin per la prima volta documenta, in un centinaio di pezzi tutti di collezione privata, la storia di una stagione creativa unica che, tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni Settanta, ha rielaborato, innovandola, l’importante eredità artistica del territorio di Bassano e Nove del Grappa, già terre di alta tradizione ceramica. 

Arco di Carlo Bonato Fusina foto Mariotto Lampi Creativi

Una scultura, un logo: l’Arco di Fusina

Quella rappresentata è la stessa stagione in cui, non a caso, si colloca anche la nascita di Fusina, a Nove di Bassano del Grappa nel 1970. Tra le opere in mostra, infatti, si può vedere anche quella che diede riconoscibilità immediata all’azienda nel periodo, tra il 1970 e il 1975, in cui si producevano oggetti al confine tra arte e alto artigianato, facendo un’importante scelta innovativa: quella operata dal fondatore Carlo Bonato, recentemente scomparso, e dalla moglie Lena, pionieri in Italia nella trasformazione del blocco di metacrilato, che applicarono a questo straordinario materiale tecniche di lavorazione proprie del mondo della meccanica.
Uno dei primi risultati, esposto alla mostra, è lo straordinario Arco di Carlo Bonato, divenuto immediatamente, con la sua presenza materica forte e allo stesso tempo leggera, impalpabile, flessibile, il logo dell’azienda.

Carlo Bonato e Arco scultura logo Fusina

Furono tanti i talenti locali che all’epoca non vennero valorizzati tanto quanto avrebbero meritato, che riuscirono a portare l’innovazione nelle tante discipline creative che rendevano la zona del territorio pedemontano veneto unica da questo punto di vista, trasformando l’arte nella cosiddetta arte applicata: la ceramica, naturalmente, con, tra gli altri, Candido Fior, Federico Bonaldi, Cesare Sartori, la gioielleria con Graser gioielli, la stampa con Armando Martini, il vetro con Arcangelo e Giovan Battista Parise, la tessitura con Renata Bonfanti e Elda Pavan Cecchele e l’arredamento con Piergiorgio Guasina, Luigi Sabadin, il fotografo e art director Luciano Svegliado.

Sculture di Carlo Bonato arco plexiglas Fusina

Un’epoca a cui guardare con ammirazione ma senza inutili nostalgie, sapendo che, se oggi le sfide sono altre, l’unione di competenze tecniche e intelligenza artistica, il sapere artigiano e la profonda connessione con un territorio dalla forte identità e tradizione sono valori fondamentali per qualsiasi azienda, e in particolare per Fusina.